Cos'è
Arriva al Teatro Parodi la commedia divertente adatta a grandi e piccini: il "Gatto con gli stivali" de La botte e il cilindro. Lo spettacolo mette in scena la fiaba di C. Perrault con un’ironia, ritmo e comicità capaci di coinvolgere il pubblico con risate e divertimento assicurato. In scena Stefano Chessa, Bianca Maria Lay, Luisella Conti, Consuelo Pittalis e Antonella Masala. Il testo e la regia sono di Pier Paolo Conconi. Alle luci Palo Palitta, alla fonica Michele Grandi.
La trama
“Un mugnaio lasciò per eredità ai suoi tre figli solo il mulino, un asino e un gatto. Il figlio maggiore ebbe il mulino, il secondo l’asino, e il più giovane solamente il gatto. Quest’ultimo non sapeva darsi pace per avere una parte così misera e si lamentava della triste sorte e della fame. Allora il Gatto prese a parlare e gli disse: – Non disperarti. Trovami un sacco e un paio di stivali per camminare in mezzo ai boschi e ti farò vedere che la sorte non è stata tanto cattiva con te quanto tu credi…” Eh si! E’ proprio la storia del Gatto con gli stivali, come la conoscete e come vi è sempre stata raccontata, con gli stessi personaggi e con gli stessi eroi, e, siccome anche a noi è sempre piaciuta così, così l’abbiamo voluta mettere in scena, col giusto rispetto che si deve ad un signor Gatto con tanto di baffi e di stivali che sembra un moschettiere, anzi assomiglia a D’Artagnan, e guarda guarda, sa persino parlare ed è veramente astuto, soprattutto con i prepotenti come l’orco.
La messa in scena
La versione teatrale del gatto con gli stivali, non diversamente dalla favola di Perrault, affronta il tema dell’amicizia tra l’uomo e l’animale, perché l’uomo ha molto da imparare dagli animali che non finiranno mai di stupirlo per la superiore sapienza e per quel senso di fedeltà che lui spesso dimentica e l’animale mai tradisce; il tema dell’ingegno capace di superare le più gravi difficoltà: come, per esempio, uscire dalla miseria senza avere una lira in tasca, farsi ricevere da un re ed ottenerne vestiti regali e in sposa la figlia, o come sfidare e sconfiggere un nemico molto più forte e terribile e potente ma meno astuto; ma anche il tema della fortuna che va saputa prendere al momento giusto: la favola insegna che bisogna anche saper rischiare nella vita, qualche volta azzardare e se i mezzi usati per vincere non sembrano i più “morali”, non dimenticate che il gatto, con il giusto senso delle cose, li usa solo con chi è già prepotente e comunque a fin di bene: d’altronde gli Achei presero la città di Troia non con il valore schietto di Achille, ma con il “trucco del cavallo” di Ulisse. Infine non manca il tema dell’ironia, del saper sorridere delle nostre peripezie e vedere la vita anche con un certo distacco ironico, cosa che ci aiuta tanto a non lasciarci sopraffare dall’auto compiacimento delle nostre sventure.
A chi è rivolto
Tutti