Celebrazione del 25 aprile in Piazza Umberto I

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Non solo memoria storica ma un’occasione per interrogarci sul significato attuale delle parole libertà, democrazia e resistenza

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25 aprile 2026

Questa mattina, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo il Comune di Porto Torres ha organizzato la tradizionale Cerimonia del 25 aprile che si è tenuta in Piazza Umberto I, davanti al Palazzo del Municipio.

Alla celebrazione hanno preso parte le autorità civili, militari e religiose, le associazioni dei Combattenti e reduci e numerosi cittadini. Dopo l’alzabandiera sulle note dell’inno nazionale, il sindaco Massimo Mulas, accompagnato dalla comandante della Polizia Locale Maria Caterina Onida, ha deposto una corona d'alloro ai piedi del Monumento dedicato ai Caduti del Mare. Un gesto simbolico per omaggiare tutti coloro che, nel 1945, contribuirono a liberare il Paese dal regime fascista e dall’occupazione nazista: partigiani, militari e combattenti di ogni fronte che contribuirono a cambiare le sorti dell'Italia e alla conquista della democrazia. Le note del “Silenzio” hanno accompagnato il momento di raccoglimento in loro onore. Infine, il primo cittadino ha pronunciato il suo discorso ricordando come il il 25 aprile sia la festa di tutti gli italiani che si riconoscono nella democrazia, nella libertà, nella solidarietà, nei valori fondanti della Costituzione repubblicana, in contrapposizione ai regimi totalitari del Novecento e di oggi.

«Il 25 aprile – ha detto il sindaco - rappresenta la data fondativa della nostra democrazia e la ricomposizione dell’unità nazionale. Una ricorrenza che ci ricorda il sacrificio, grande ed eroico di uomini e donne della Resistenza italiana che hanno versato il loro sangue in combattimento contro un regime oppressivo, determinando così la conquista della democrazia e la libertà di tutti noi. Oggi siamo qui anche per rendere loro il giusto onore! Dobbiamo ricordare che il 25 aprile non è solo memoria storica ma anche un’occasione per noi italiani di interrogarci sul significato attuale delle parole libertà, democrazia e resistenza. Concetti che non dovremmo mai perdere e di vista e che, ancora oggi, devono rappresentare un faro delle nostre esistenze di uomini e donne liberi, soprattutto alla luce delle guerre e dei conflitti in atto in diverse parti del mondo. È anche attraverso la Resistenza che oggi siamo un Paese libero che continua a perseguire i valori di libertà e democrazia».

ll sindaco ha voluto affidare l’ultima parte del suo intervento alle parole di uno dei padri costituenti Piero Calamandrei che nel suo famoso discorso pronunciato a dieci anni dalla fine del conflitto, si rivolse ai giovani e disse, riferendosi alla  legge fondamentale dello Stato:

"Questo è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

Cerimonia 25 aprile 2026
Cerimonia 25 aprile 2026

Ultimo aggiornamento: 25/04/2026, 11:42