Presentato il volume a cura del Professor Marco Milanese

Dettagli della notizia

“Archeologia dei campi di prigionia della I Guerra Mondiale nell'isola dell'Asinara: indagini topografiche e diagnostica archeologica intensiva nel campo di Stretti”. La pubblicazione punta alla massima diffusione delle ricerche sull'Isola Parco.

Data:

20 febbraio 2026

Giovedì 19 febbraio nella sede dell'Ente Parco Nazionale dell'Isola dell’Asinara è stato presentato il volume “Archeologia dei campi di prigionia della I Guerra Mondiale nell'isola dell'Asinara: indagini topografiche e diagnostica archeologica intensiva nel campo di Stretti” a cura del Professor Marco Milanese.

L'iniziativa è stata organizzata dall'Amministrazione comunale turritana, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l'Ente Parco Nazionale dell'Asinara e il Dipartimento di Storia Scienze dell’Uomo e della Formazione UNISS.

Il volume, pubblicato dalla casa editrice All’Insegna del Giglio, raccoglie i saggi finora editi sulle indagini archeologiche condotte nelle aree dei campi di prigionia della I Guerra Mondiale dell'Isola dell'Asinara, sede dal 1915 del più grande campo di concentramento italiano per 24.000 prigionieri austro-ungarici che interessò, a causa dell'elevato numero di persone trattenute, cinque località dalle quali i singoli campi presero il nome: Fornelli, Tumbarino, Stretti, Campo Perdu e Cala Reale.

Uno degli obiettivi principali della pubblicazione è garantire la massima diffusione nei territori di riferimento amministrativo, sociale, politico e culturale del Nord-Ovest, delle prime fasi di quelle ricerche condotte attraverso differenti metodologie, telerilevamento, droni, georadar.

Il testo, stampato nel 2025, punta non solo alla ricostruzione storica ma anche a stimolare una maggiore consapevolezza e valorizzazione del patrimonio archeologico dell’Asinara, teatro di quelle drammatiche vicende.

Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Alessandro Carta, del Presidente dell’Ente Parco Nazionale Isola dell’Asinara Gianluca Mureddu, del Direttore Vittorio Gazale, della Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro Monica Stochino e dell'Assessora alla Cultura del Comune turritano Maria Bastiana Cocco che ha moderato l'incontro, Gabriella Gasperetti, Funzionaria archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, ha presentato il suo intervento introduttivo dal titolo "Il patrimonio archeologico dell’Isola dell'Asinara tra tutela e valorizzazione" per poi lasciare la parola a Gianluigi Marras, Funzionario archeologo della Soprintendenza per i territori di Porto Torres e dell'Isola dell'Asinara, per la presentazione del volume.

Infine, le conclusioni dell'autore Marco Milanese, professore ordinario di archeologia dell'Università degli Studi di Sassari.

Il volume rappresenta per amministratori, residenti, turisti e per le guide del Parco, un valido strumento di conoscenza e di divulgazione.

In allegato:

  • le interviste al professor Marco Milanese, all'assessora Maria Bastiana Cocco e al presidente del Consiglio comunale Franco Satta
  • Il formato Pdf del Volume

Vicenda storica

A partire dal dicembre 1915 l'Isola dell'Asinara, divenne sede del più grande campo di concentramento italiano per i prigionieri della I Guerra Mondiale, rispetto a un centinaio di campi sparsi sul territorio nazionale e che interessarono tutte le 20 regioni italiane, nessuna esclusa.
Si trattò di una risoluzione maturata in piena emergenza, per permettere la gestione di 24.000 prigionieri austro-ungarici, che rappresentavano un potenziale capitale umano in vista di trattative che il Governo italiano avrebbe potuto intraprendere a favore dei propri prigionieri.

Le vicende che portarono alla concentrazione dei militari austro-ungarici nel porto albanese di Valona e al loro successivo trasferimento via mare all'Asinara ebbero risvolti drammatici dovuti a una lunga marcia - condotta dall'esercito serbo in ritirata dalla controffensiva austro-ungarica - attraverso i Balcani, senza alcun equipaggiamento adatto per affrontare il gelo e i rigori dei mesi invernali. Questo specifico e tragico episodio sterminò letteralmente la moltitudine iniziale dei 40.000 prigionieri con un esito finale di 24.000 sopravvissuti al termine della "marcia della morte".

Presentazione libro Milanese
Presentazione libro Milanese

Ultimo aggiornamento: 20/02/2026, 14:35