Cos'è
Il cosiddetto Siglo de Oro è il periodo aureo della cultura spagnola, iberica e iberoamericana, compreso tra il XVI e il XVII secolo, e corrispondente ai regni di Filippo II (1556–1598), Filippo III (1598–1621) e Filippo IV (1621–1665) della casa reale d’Asburgo di Spagna. Questi sovrani erano contemporaneamente Re di Spagna e delle Indie, Re del Portogallo e degli Algarve, Re di Napoli, Re di Sicilia, Re di Sardegna, Duca di Milano e Duca di Borgogna.
Le arti fiorirono grazie alla committenza delle corti aristocratiche e degli ordini religiosi, oltre che alla ricchezza delle città dove affluirono i metalli preziosi estratti dalle miniere americane – in particolare Siviglia. Tra gli artisti di successo, c’erano i pittori Domenikos Theotokópulos detto “El Greco” e Diego de Velázquez; gli scrittori Luís de Góngora e Miguel de Cervantes Saavedra; i drammaturghi Lope de Vega, Tirso de Molina e Pedro Calderón de la Barca; i compositori Tomás Luis de Victoria, Cristóbal de Morales e Francisco Guerrero.
In questo spettacolo musicale coinvolgente ed interattivo, eseguito su copie di strumenti storici, si raccontano le storie della gente che popolava le sterminate terre della Corona di Spagna durante l’epoca d'oro della sua arte, letteratura e musica, attraverso i loro suoni ricchi di sensualità e di colori. Questi personaggi erano donne e uomini, nobili e popolani, poveri e ricchi, chierici e laici, e sebbene fossero variopinti, in fondo non erano molto diversi da noi.
Nel Siglo de Oro spagnolo e iberoamericano, c’erano i tipici amanti abbandonati, ma anche quelli in attesa; il re che piangeva la perdita di una città assediata; il contadino incerto se dedicarsi alla vigna o alla donna di casa; la gente comune che, nonostante le difficoltà quotidiane, quando poteva, faceva festa tutto il giorno. C’erano danze troppo veloci per essere ballate e canzoni con così tante parole di lingue diverse che finivano per non dire nulla.
Con Alberto Sanna (violino e storyteller), Calogero Sportato (liuto), Davide Pili (chitarra alla spagnola), Federica Are (violone in contrabbasso), Andrea Lubino (tamburi e percussioni).
Con il contributo della Città di Porto Torres, Assessorato alla Cultura
A chi è rivolto
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